Il territorio

La Cantina Miglianico è strettamente legata alla cittadina che le dà il nome e profondamente inserita nel tessuto sociale ed economico del paese. Secondo alcune testimonianze, non documentali tuttavia, la fondazione di Miglianico risalirebbe al primo periodo dell’Alto Medioevo (VI-X secolo) come toponimo patronimico del latino Aemilius, leggendario quanto improbabile fondatore del villaggio. Quel che si può ricavare dai documenti, invece, è il fatto che lo sviluppo del borgo avviene intorno alla rocca sorta nel Basso Medioevo (XI-XIII secolo), come testimoniano i resti di conci monumentali gravemente danneggiati dall’ultimo conflitto mondiale. Nei primi tempi l’abitato appartenne ai Conti di Chieti e religiosamente dipendente dall’abbazzia di San Giovanni in Venere (a Fossacesia). Inoltre, è anche molto probabile che in epoca normanna il castello abbia costituito un importante presidio militare in difesa del fiume Foro. In questo periodo viene citato nel Catalogus Baronum (datato al 1014) come Mellianum, feudo di tre militi, quando viene presidiato da un certo Riccardus Trogisii, esponente di spicco di un ramo di una famiglia normanna venuta in Abruzzo al seguito di Roberto di Loretello e sub feudatario di boemondo, conte di Manoppello. Nel secolo XIV, la località è ricordata come “Molianico, Milianica e Millanica” con le chiese S. Angeli, S. Martini S. Andree in Milianica. Nel XV secolo fu degli Orsini e nel termine del XVIII secolo fu dei Valignani di Chieti ma, successivamente, fu dei Todeschi di Pianella. Dal 1700 in poi, Miglianico segue le vicissitudini del Regno delle Due Sicilie ed è incorporata al Regno d’Italia nel 1860.

Di economia essenzialmente agricola (vino ed olio in primo luogo), Miglianico da qualche decennio è sede di un’apprezzata e viva zona industriale e si stanno sviluppando molti servizi del terziario, legati allo sport e al turismo.